Sin dalle prime battute del Messaggio per la 58ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Francesco ha sollecitato la comunità ecclesiale - e non solo - a considerare i diversi e molteplici effetti dovuti al continuo dilagare dell’Intelligenza Artificiale nella vita di tutti: «L’evoluzione dei sistemi della cosiddetta “Intelligenza Artificiale”… sta modificando in modo radicale anche l’informazione e la comunicazione e, attraverso di esse, alcune basi della convivenza civile. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti, non solo i professionisti».
L’aver avvicinato l’Intelligenza Artificiale alla sapienza del cuore rivela, già nel tema del messaggio, l’orizzonte di riferimento da tenere presente per orientarsi nell’oggi della nostra storia caratterizzata anche dalla rapida diffusione di questa tecnologia che in breve tempo va raggiungendo sempre nuovi ed elevati livelli di perfezionamento. Per Papa Francesco al centro dell’attenzione della comunità ecclesiale vi sono e restano sempre – anche in questa riflessione – il servizio e la tutela della dignità di ogni persona umana. Solo per fare un esempio tra i tanti, ci sono alcune operazioni, come l’individuazione del nesso causa–effetto, che sono proprie della persona alla quale è chiesto di vincere la seduzione del delirio di onnipotenza pensandosi «come Dio senza Dio». Infatti, a tal proposito, già nel Messaggio per la 57ª Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2024 – Intelligenza Artificiale e pace –, Papa Francesco aveva indicato che «riconoscere e accettare il proprio limite di creatura è per l’uomo condizione indispensabile per conseguire, o meglio, accogliere in dono la pienezza. Invece, nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza, le disuguaglianze potrebbero crescere a dismisura, e la conoscenza e la ricchezza accumularsi nelle mani di pochi, con gravi rischi per le società democratiche e la coesistenza pacifica».
La sapienza del cuore, quindi, rappresenta un dono virtuoso da accogliere e coltivare perché essa è – scrive ancora il Papa – «quella virtù che ci permette di tessere insieme il tutto e le parti, le decisioni e le loro conseguenze, le altezze e le fragilità, il passato e il futuro, l’io e il noi».
I sistemi di Intelligenza Artificiale possono rappresentare davvero una preziosa opportunità se sarà la sapienza di un cuore orientato a Dio e al bene comune a fare la differenza. Al contrario, l’inquinamento cognitivo e l’alterazione delle realtà, il monopolio informativo e la sistematica disinformazione, la mancanza di verità ed il primato degli algoritmi potranno subdolamente minare alle basi la convivenza civile.
Alla buona comunicazione è da sempre legata la qualità della vita delle persone e delle comunità: «Siamo chiamati a crescere insieme, in umanità e come umanità», attivi, consapevoli e responsabili per la crescita di un mondo più giusto e fraterno.
Grazie allora a don Domenico e a quanti collaborano con lui per approfondire questi temi dei quali non è necessario dimostrare l’attualità, ma che rappresentano quei crocevia dove gli uomini e le donne di buona volontà possono incontrarsi e aprire nuovi sentieri per servire insieme il bene comune.
Mons. Sabino Iannuzzi
Vescovo delegato per la Commissione
Cultura e Comunicazioni Sociali della CEP
|
|






