Niccolò Fraggianni
Un precursore dell'Illuminismo napoletano
Nella Napoli del primo Settecento che si stava liberando, tra fervori e disordini, della cappa scura della Controriforma, il Marchese Niccolò Fraggianni, magistrato ammirato per valore ed ingegno, per onestà di carattere e per serietà di cultura letteraria e filosofica, rappresentò la nuova figura emergente del borghese colto e illuminato, lontano sia dagli eccessi dei circoli intellettuali che dalla demagogia popolare.
Fu da taluno ricordato lo studio con che il Fraggianni ebbe proseguito specialmente la filosofia della morale e del diritto, e la costante di lui predilezione per que’ filosofi e giureconsulti che i diritti all’umana natura congeniti avevano meglio investigato. È un ricordo notevole che non va trascurato, valendo esso a determinare l’impulso intellettuale, sotto il quale il valente uomo venne spiegando l’azione scientifica e politica negli uffizi a lui commessi.
Cultore di studii storici come de’ filosofici e giuridici, il Fraggianni perfezionava le dottrine sue di diritto mercè la storica erudizione, che in lui era amplissima, com’è dato scorgere dalle note quotidiane che di quanto leggeva e meditava ei soleva compilare nel suo Promptuarium excerptorum varii argumenti.
Nel 9 aprile 1763, quando ei si spense in Napoli, la storia ne aveva già scritto il nome fra i benemeriti del Reame.
Sabino Loffredo
Storia della Città di Barletta
V. Vecchi-Trani, II, pp. 179-184
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