Per capire quale valore Joseph Tusiani attribuisca al dialetto è utile leggere la poesia Lu ’ndialette santemarchese, nella quale, allegoricamente, egli elegge l’idioma dialettale ad espressione definitiva del pensiero e del sentimento: nel regno dei cieli ognuno parlerà la lingua appresa dalla madre, che rappresenta la massima garanzia di autenticità. Quella poesia, pubblicata nel 1994, è rivolta ai ragazzi, alla quatrarama, e risuona, per le future generazioni, come un monito a coltivare e rinnovare le tradizioni della terra natia. L’opera dialettale tusianea non è figlia di un dio minore, anzi è considerata dallo stesso autore la strada maestra per portare a compimento un percorso iniziato nel grembo materno. Il “fanciullino” che è nel Poeta troverà la sua espressione più congeniale nell’idioma dei padri, ai quali, attraverso tale pratica comune, idealmente e materialmente si ricongiunge.
Antonio Di Domenico
- Lu cunte de Pasqua
- L’ore de Gesù bambine
- Maste Peppe cantarine
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