Uno guardo “oltre”. Su cosa? Su situazioni in cui l’autore può dire di aver visto la morte e le racconta per aiutare il lettore ad avere il coraggio di non voltare le spalle ad esperienze tragiche, guardandole negli occhi, per tentare di comprenderle.“Guardare” la morte negli occhi, per vedere “oltre”.
Nelle riflessioni offerte pulsa il desiderio di trasmettere una luce pur piccola sul mistero della morte, per dare senso alla vita.
Interessanti, “intriganti” e affascinanti sono le risposte che l’autore cerca di dare alle domande fondamentali che salgono dal cuore di ogni essere umano:
“Chi” saremo dopo la morte?
Come conciliare l’“Inferno” con un “Dio-Amore”?
Come immaginare il Paradiso: contemplazione immobile e saziante o scoperta incessante e rinnovata di una realtà inesauribile?
Bella e profonda la pagina con cui l’autore si congeda dal lettore, raccomandandogli di far tesoro di quanto trasmesso, proprio perché nasce da dolorosa, ma fruttuosa esperienza di vita.
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